Lo scroccone tra gli eretici

Pittura murale proveniente da Qočo (Cina) VIII-XI secolo, la figura più grande sulla sinistra è un presunto ritratto di Mani

La repressione violenta di idee religiose è un affare vecchio quanto l'uomo, e un po' tutte le grandi tradizioni religiose l'hanno subita quando erano una minoranza ed esercitata quando, raggiunto il potere, rischiavano di perderlo. 
Quello che forse non tutti sanno è che, tra pagani, cristiani, buddhisti, ebrei, musulmani ecc vi è una corrente religiosa che, pur non avendo avuto gli illustri destini delle altre, è da annoverarsi certamente tra le più perseguitate: il manicheismo.
I manichei, seguaci di una sorta di eresia gnostica zoroastriana estremamente sincretica (Mani, il fondatore, si riteneva ideale successore di Zoroastro, Buddha e Gesù), furono colpiti nel mondo romano dalle durissime misure di Diocleziano, mentre in ambiente zoroastriano e islamico furono oggetto delle attenzioni di istituzioni analoghe all'inquisizione del mondo cattolico. Problemi analoghi per il movimento sorsero anche in Cina dopo la fine del potere dei sovrani Uiguri e soprattutto con l'arrivo delle orde mongole.
L'argomento ha ovviamente tinte fosche, eppure esiste almeno un curioso racconto sul tema, riportato dallo storico Mas'udi, che presenta tratti comici.
Al califfo abbaside al-Ma'mun (786-833) giunse voce che a Bassora vi erano dieci manichei. 
Dopo essersi fatto dire i loro nomi, ordinò che fossero portati al suo cospetto.
I dieci manichei si riunirono e si diressero sereni verso l'imbarcazione che li avrebbe condotti dal califfo. Erano tutti ben puliti e di aspetto elegante, al punto che uno scroccone di passaggio, vedendoli, immaginò che si trattasse di gente che si apprestava a riunirsi ad un banchetto.
Naturalmente decise, in quanto scroccone, di unirsi con disinvoltura al gruppo, ma una volta sulla nave fu messo in catene assieme agli altri.
A questo punto il malcapitato chiese ai suoi compagni chi mai fossero, palesando loro di essere solo uno scroccone. 
I manichei risero di gusto e si presentarono:
«Noi, se vuoi saperlo, siamo manichei, e qualcuno ci ha denunziati ad al-Ma'mun; adesso ci stanno portando al suo cospetto, ed egli ci interrogherà, ci esorterà a rinunciare alla nostra fede, e ci inviterà a convertirci, facendoci passare per un certo numero di prove. Una di queste prove consisterà nel mostrarci un'immagine di Mani e nell'ordinarci di sputare su di essa, ripudiandola. Ci imporrà di sacrificare un uccello acquatico, un tadrag, e chi obbedirà avrà salva la vita, chi si schermirà sarà ucciso»
Dopo di ciò, i manichei invitarono l'uomo ad allietare il viaggio con un aneddoto, visto che gli scrocconi "si preoccupano sempre di avere una buona scorta di storie e storielle".
Giunti a Baghdad, al cospetto del califfo, furono chiamati da questi per nome, uno per uno, e sottoposti alle varie prove, di fronte alle quali nessuno dei manichei cedette. 
Passati tutti per le armi, rimase solo lo scroccone, il quale non figurava sull'elenco di nomi del califfo. Al-Ma'mun  gli chiese chi fosse, e questi rispose: «Oh Signore dei veri credenti! Sarei capace di ammazzare mia moglie prima di capire qualcosa dei loro discorsi! No, non sono altro che uno scroccone, io...»
Una volta che lo scroccone ebbe finito di raccontare la sua storia, il califfo rise, poi però gli mise davanti il ritratto di Mani per provare la sua fede.
Lo scroccone, con fare quasi fantozziano, lo maledisse e lo ripudiò, per poi aggiungere: 
«Dammelo, che ci farò sopra la cacca! Per Allah, non so proprio chi fosse questo Mani, se un ebreo o un musulmano!»



BIBLIOGRAFIA:
"Il manicheismo", Geo Widengren, Il Saggiatore 1964

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